Il tuo bambino accusa stanchezza e dolori?

Spesso vengono a trovarmi bambini con cattive abitudini posturali e/o sviluppo del sistema muscolare pari a zero,

dovuta alla poca libertà di movimento avuta in questi ultimi anni.

Molti sono gli studi come quelli fatti dal Bambin Gesù di Roma che vanno a sottolineare proprio queste problematiche.

Tante sono le condizioni che giornalmente vedo, per esempio:

  • problemi di equilibrio che avvengono quando il sistema muscolare non è ben stimolato e strutturato;
  • dolori a gli arti, quando il bambino in questo caso adotta dei compensi per evitare o previnire il dolore fino al rifiuto completo del cammino.

Ma, come si possono migliorare queste condizioni?

Ve lo spiego di seguito..

La propriocezione è la percezione del proprio corpo nello spazio, 

che permette la gestione del corpo e grazie ad una serie di recettori responsabili della codifica

degli stimoli ricevuti controllano la posizione delle articolazioni,

la tensione dei muscoli e della forza da attuare per effettuare un determinato movimento,

grande o piccolo che sia.

Motivo per cui il bambino non deve saltare la fase del gattonamento è perchè ad essa è legata l’acquisizione

della coordinazione mano occhio, importante per la scrittura.

L’orecchio, grazie al movimento della testa sperimenta la tridimensionalità insieme al potere

dell’udito ovvero la capacità di determinare la direzione di provenienza di un suono.

Tutte le informazioni propriocettive avvengono sia per via conscia che incoscia, la parte conscia invia informazioni

che saranno elaborate dalla corteccia sensitiva della zona parietale invece la parte incoscia va a collaborare con il cerveletto,

il responsabile del controllo del movimento del corpo, dove arrivano anche altre informazioni per il controllo dell’equilibrio

e del mantenimento della postura.

Il cerveletto ha il compito di conoscere la posizione di ogni parte del corpo, così come la direzione e la velocità della postura.

I piedini dei bambini hanno una sensibilità tattile esterocettiva molto più forte rispetto alla mano,

dopo gli 8-9 mesi il piede perde la sensibilità esterocettiva e sviluppa quella propriocettiva,

quella sensibilità molto più profonda che riesce ad inviare messaggi al sistema nervoso centrale.

Mettere le scarpine al bambino quando ancora non cammina o far portare le scarpe anche in casa,

lo priva delle esperienze sensoriali tattili, della percezione del movimento del piede sul suolo e a loro volta anche di tutte quelle informazioni fondamentali per acquisire conoscenza di sè, necessarie per lo sviluppo e l’acquisizione dello schema corporeo.

La stimolazione tattile può risultare fastidiosa per alcuni, può dar solletico e per bambini con una sensibilità maggiore camminare a piedi nudi su terreni come un prato o un pavimento ruvido può essere un esperienza non piacevole.

Per evitare ciò, cosa si può fare?

Il disagio va capito ma allo stesso tempo stimolato e incoraggiato per renderlo piacevole.

La psicologia sostiene che, per capire ed interagire con il mondo circostante, conoscerlo e quindi raggiungere la cognizione ovvero l’intelligenza, la prima tappa è lo sviluppo della motricità attraverso le sensazioni tattili.

Quindi, per concludere, camminare scalzi attiva i recettori giusti e fa bene non solo alla postura ma anche alla salute mentale, tempi e modalità sono diversi però è possibile individuare alcuni aspetti comuni, con una sequenza ed una naturale cronologia di sviluppo.

Impronte a ciò offre un monitoraggio per riuscire a mantenere sotto controllo queste problematiche e per quanto possibile risolverle.

Rossana.